Teleassistenza per anziani: i primi risultati del progetto Auser Lecco

A luglio 2025, Auser Lecco si è affidato a Irbema per offrire a 20 anziani del territorio lecchese la possibilità di provare i dispositivi medici di teleassistenza per anziani SiDLY.

A distanza di 10 mesi, sono emersi i primi risultati del progetto sperimentale “Meno soli e più sicuri”, finanziato da Fondazione Comunitaria del Lecchese, Acinque e Chiesa Valdese. I risultati del progetto sono stati presentati nel corso di un incontro alla sede provinciale Auser di Lecco.

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Il progetto di teleassistenza per anziani “Meno soli e più sicuri”

Attraverso l’utilizzo dei bracciali SiDLY, il personale e i volontari di Auser monitorano – tramite una piattaforma digitale – lo stato di salute dei 20 soggetti fragili coinvolti, garantendo interventi rapidi in caso di necessità. Gli alert generati dai dispositivi – tra cui il rilevamento automatico delle cadute, i promemoria per l’assunzione dei farmaci e le notifiche di allontanamento da casa – vengono registrati sulla piattaforma e gestiti da un operatore.

Questo servizio di teleassistenza per anziani supporta i caregiver familiari durante l’orario lavorativo, con una copertura attiva dalle 7.30 alle 18.

Centrale è il ruolo del volontariato: senza il contributo dei volontari Auser, non sarebbe possibile coprire l’intero fabbisogno assistenziale. I volontari rispondono anche alle richieste più pratiche degli anziani, come accompagnamenti in ospedale o dal parrucchiere.

I risultati: anziani e caregiver soddisfatti

I dati fino ad ora raccolti confermano l’efficacia del servizio di teleassistenza per anziani.

Tra gli anziani coinvolti:

  • Il 77,8% ha dichiarato di trovare comodo indossare il braccialetto;
  • Il 44% si sente più al sicuro quando si trova solo in casa.

Anche i caregiver familiari hanno accolto positivamente il progetto:

  • Il 77,8% ritiene che il dispositivo abbia facilitato significativamente la gestione della sicurezza del proprio caro;
  • Il 66,7% considera affidabile il sistema di rilevamento cadute;
  • Il 55,6% ha visto diminuire la propria preoccupazione per il familiare lasciato solo in casa.

Cosa dicono le istituzioni

Il progetto di teleassistenza per anziani ha riscosso ampio consenso tra gli stakeholder istituzionali e sanitari del territorio.

Claudio Dossi, presidente di Auser, ha sottolineato il valore concreto dello strumento: «Questi dispositivi danno l’opportunità agli anziani di sentirsi meno soli e più sicuri. Sono un aiuto reale per i familiari, che possono allontanarsi rimanendo sereni. Il 60% dei caregiver ha difficoltà a conciliare lavoro e cura: sono 7,3 milioni in Italia, di cui 360.000 solo in Lombardia, e 1 su 2 è anziano egli stesso».

Sul tema della conciliazione famiglia-lavoro si è soffermata Stefania Bolis, direttore SC innovazione ATS: «Il caregiver spesso è al lavoro con il pensiero del proprio caro. Questo progetto risponde a un bisogno reale di sicurezza. Il caregiver può stare al lavoro e dedicarsi alla propria attività sapendo che c’è qualcuno che se ne sta prendendo cura. Come ATS collaboreremo per dare continuità all’iniziativa con Auser».

Anche le istituzioni sono interessate a far crescere il bacino di utenti che usufruiranno del servizio di teleassistenza. Emanuele Manzoni, presidente del Consiglio di rappresentanza dei sindaci nel lecchese, ha definito il dispositivo «non invasivo, semplice e utile», sottolineando l’importanza del connubio tra nuove tecnologie e cultura della cura.

Gianluca Peschi, direttore socio-sanitario ASST Lecco, ha concluso: «La vera sfida è ritardare il più possibile la comparsa delle condizioni di disabilità tipiche dell’età avanzata. Questa sperimentazione copre un pezzo importante di questo percorso».

Perché crediamo nella teleassistenza per anziani

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