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Salute e sicurezza sul lavoro nella storia

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La sicurezza sul lavoro è un argomento che negli ultimi anni è sempre più sentito. Tuttavia, i dati sugli infortuni e le vittime sul lavoro nel nostro Paese e nel mondo sono ancora ben lontani dal raggiungere gli standard auspicati. Oggi, tematiche come prevenzione e tutela dei lavoratori sono all’ordine del giorno, ma ovviamente non è sempre stato così.

Solo recentemente, a livello normativo, i lavoratori hanno conquistato un adeguato livello di tutela, ma la strada per conquistare tali diritti è stata lunga e complessa. Sono state numerose le tappe di questo processo che anche in Italia è ancora in evoluzione.

La storia della sicurezza sul lavoro

Già nel IV secolo a.C. Ippocrate aveva intrapreso studi sul rapporto esistente tra malattie e lavoro, divenendo di fatto il precursore della medicina del lavoro. Qualche secolo dopo, nel I secolo d.C. l’imperatore romano Tiberio Claudio Druso decise che gli schiavi ammalati dovevano essere considerati liberi qualora fossero guariti. In epoca medievale operavano invece le corporazioni di arti e mestieri che assistevano i propri associati garantendo loro cure ed assistenza. Solo nel 1700, Bernardino Ramazzini professore di medicina all’Università di Modena e Padova, pubblicò la prima edizione del trattato “De Morbis Artificum Diatriba”. Ramazzini realizzò così il primo lavoro sulle malattie occupazionali recandosi personalmente nelle officine e investigando circa 40 occupazioni, descrivendo per ciascuna di esse i rischi per la salute dei lavoratori e i possibili rimedi.

Tuttavia, fino alla prima parte del 1800 non vi era mai stata una specifica attenzione legislativa riguardo alla tutela della salute e della sicurezza su lavoro. La prevenzione del rischio veniva affidata esclusivamente alla sensibilità del proprietario della fabbrica o del cantiere e all’attenzione dei singoli lavoratori con tutti i limiti del caso.

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L’inizio della prevenzione infortuni

La prima vera legge è datata 1833 e fu l’Inghilterra con il Factory Act ad istituire i primi 4 ispettori di fabbrica che avviarono un dibattito sulle condizioni di lavoro che diede il via a nuove norme di prevenzione e protezione infortuni.

In Germania già nel 1884 venne approvata la legge sull’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, inoltre venne introdotto il riconoscimento delle cure mediche e della pensione per gli infortunati e furono emanate le prime norme di prevenzione degli infortuni. Tuttavia, solo nel 1973 si stabilì l’obbligo legale per il datore di lavoro di assumere un medico aziendale e uno specialista in sicurezza sul lavoro.

In Francia la prima legge sulla salute e sicurezza sul lavoro negli stabilimenti industriali fu emanata nel 1893. Diversa invece la situazione negli Stati Uniti, dove le prime vere leggi arrivarono solo negli anni sessanta del ‘900. Successivamente, nel 1970 la Occupational Safety and Health Act istituì la OSHA (Occupational Safety and Health Administration) con l’obiettivo di garantire la salute e la sicurezza sul lavoro mediante l’introduzione di opportuni standard e con la sorveglianza sull’applicazione degli stessi.

La situazione in Italia e l’iter normativo fino ai giorni nostri

In Italia fu la legge 80 del 1898 a rendere obbligatoria l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, mentre con i regi decreti del 1899 si emanarono i primi regolamenti in materia di salute e sicurezza:

  • Regio decreto sul “Regolamento generale per la prevenzione degli infortuni nelle cave e nelle miniere”
  • Regio decreto sul “Regolamento generale per la prevenzione degli infortuni nelle imprese e nelle industrie che trattano materie esplodenti”

All’inizio del nuovo secolo, nel 1912, la legge 1361 istituì l’Ispettorato del lavoro, mentre le successive norme furono emanate solo dopo la fine della seconda guerra mondiale. In un periodo di grande attivismo edilizio per la ricostruzione post-bellica, venne elaborato il primo “corpus” normativo prevenzionale organico nazionale, costituito da diversi decreti emanati negli anni Cinquanta, tra cui il DPR 164/56 sulla sicurezza nei lavori nelle costruzioni. I decreti stabilirono standard tecnici prevenzionali molto evoluti per l’epoca, la cui adozione venne resa obbligatoria per il datore di lavoro, pena la sua responsabilità penale. Tuttavia, le norme emanate non fornirono sufficiente importanza all’informazione, formazione, addestramento e partecipazione dei lavoratori sugli aspetti di salute e sicurezza del proprio lavoro.

La svolta a livello europeo

L’art.2087 del Codice civile imponeva l’obbligo al datore di lavoro di adottare tutte le misure necessarie per tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori, non legandolo a violazioni di standard prevenzionali del momento, che potevano essere superati dall’evoluzione tecnologica. Successivamente, con il recepimento delle direttive sociali – emanate dalla Comunità Europea (oggi Unione Europea) in attuazione dell’art.153 del Trattato di Roma del 1957 – le norme a tipologia prescrittiva, tipica degli anni Cinquanta, evolverono verso quelle a carattere prestazionale, in cui la valutazione dei rischi assunse un ruolo importante, al di là degli standard tecnici normativi esistenti. Le nuove norme previdero così il coinvolgimento dei lavoratori nella politica della sicurezza aziendale, focalizzandosi sull’informazione, formazione e addestramento dei lavoratori e introdussero nell’organigramma aziendale nuove figure professionali: i responsabili del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), i medici competenti e i coordinatori per la sicurezza.

Le direttive sociali fecero nascere prima il D.Lgs. 277/91 sui rischi rumore, piombo e amianto, quindi il D.Lgs. 626/94. Per quanto riguarda i cantieri viene emanato il D.Lgs. 494/96 che recepì la direttiva 92/57/CEE. Ulteriori norme si susseguirono a quelle già emanate negli anni Cinquanta con il risultato di un intreccio di norme non integrate tra loro.

Per tale motivo nel 2008 venne effettuato un riordino normativo con l’emanazione del D.Lgs. 81/2008, modificato ed integrato negli anni successivi.

I dispositivi di protezione individuali (DPI) e le nuove tecnologie

L’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale ebbe inizio solo a partire dal Novecento, infatti il casco di protezione era previsto solo per uso militare fino alla Prima guerra mondiale. Il primo casco protettivo per lavoratori fu progettato e brevettato nel 1919 da un’azienda californiana di attrezzature minerarie; era prodotto in tela, colla e vernice nera e fu utilizzato per la prima volta nella costruzione del Golden Gate Bridge a San Francisco. Da allora vi è stata un’evoluzione tecnologica significativa e questo ha consentito di garantire maggiori tutele ai lavoratori. Secondo una ricerca del 2019 di Impronta Business Solutions, il fatturato delle imprese produttrici e distributrici di DPI ha raggiunto un valore aggregato superiore al miliardo di euro soltanto in Italia. Questa crescita, che ovviamente non ha riguardato solo il nostro Paese, ha consentito di tutelare maggiormente anche le categorie storicamente più a rischio come ad esempio quella dei lavoratori isolati.

Questo è stato possibile proprio grazie all’innovazione tecnologica che ha portato allo sviluppo dei cosiddetti dispositivi uomo a terra. Tali sistemi hanno rappresentato una svolta nella storia della tutela dei lavoratori, consentendo la trasmissione di allarmi automatici in grado di allertare istantaneamente i soccorsi quando si verificano situazioni di emergenza come cadute, malori o aggressioni.

dispositivo-uomo-a-terraGuardiamo al futuro

L’attenzione alla sicurezza è cresciuta ancor di più dopo la pandemia e, sia a livello legislativo sia in termini di innovazione tecnologica, il processo di evoluzione è ancora in atto. In questo contesto il supporto di un esperto può fornire un importante aiuto per individuare le soluzioni più adeguate alla singola esigenza e prepararsi alle novità che riserverà il futuro.

Dispositivi uomo a terra: i segreti per la sicurezza dei lavoratori

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Qual è la ricetta migliore per la sicurezza dei lavoratori isolati?

Gli esperti in formazione e sicurezza di Italian Safety Distribution Srl non hanno dubbi. Un’adeguata formazione e i migliori dispositivi uomo a terra sul mercato sono gli ingredienti giusti per garantire la sicurezza sul lavoro.

Il parere degli esperti

Quando si parla di sicurezza è fondamentale rivolgersi solo a professionisti riconosciuti e proprio per questo i consigli di ISD acquisiscono ancora più valore. L’azienda è infatti impegnata nella distribuzione dei migliori marchi di DPI a cui fanno seguito servizi di formazione di assoluto livello che garantiscono un importante valore aggiunto per il cliente. La nuova sede di Vertemate con Minoprio, in provincia di Como, è una struttura interamente dedicata alla formazione e l’area di circa 600 mq, in cui tecnici ed esperti sono sempre al servizio del cliente rappresenta un ulteriore conferma dell’esperienza e della professionalità di ISD.

I dispositivi uomo a terra più ricercati da HSE e RSPP

Grandi ambienti industriali, zone Atex, piccole imprese; non importa il contesto, sapere come comportarsi nelle situazioni di emergenza fa la differenza.

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TWIG One Ex è la versione ATEX del miglior dispositivo per lavoratori isolati. Clicca sulla foto per scoprire di più.

I dispositivi uomo a terra del marchio finlandese TWIG rappresentano una garanzia a tutela dei lavoratori isolati e sono progettati appositamente per riconoscere queste situazioni. In particolare, consentono di allertare immediatamente i soccorsi grazie all’invio di allarmi automatici o volontari in caso di cadute e impatti violenti, malori, non movimento e aggressioni.

Il vero segreto dei sistemi TWIG?

Comodità e affidabilità. Il lavoratore non vuole essere limitato o disturbato nelle sue attività quotidiane e per questo servono dispositivi leggerissimi, che non generino falsi allarmi e con una batteria a lunga durata. Caratteristiche che fanno quasi scordare di averlo addosso.

Altro tema importante per i lavoratori è il rispetto della privacy, per questo solo nel momento in cui viene segnalato l’allarme si attiva la precisa localizzazione sia indoor che outdoor. L’elevato livello di precisione garantisce standard di sicurezza di massima qualità grazie al nuovo modulo SRD3, capace di interagire con beacon Twig SRD, beacon BLE e Access Point Wi-Fi. Inoltre, il software Ir-Track sviluppato da Irbema consente la visualizzazione del punto esatto in cui è stato generato l’allarme direttamente tramite desktop o smartphone.

 

 

Twig One: il dispositivo uomo a terra più avanzato sul mercato

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Robusto, leggero ed ergonomico

I lavoratori non vogliono essere limitati o disturbati durante le loro attività quotidiane. Per questo Twig One è stato progettato per adattarsi totalmente alle esigenze di tutti i lavoratori isolati, anche quelli che operano nelle condizioni più difficili. Sottile e leggero (89,5 grammi), Twig One resiste agli shock, alla polvere e all’immersione in acqua essendo certificato IP67. Comodità e affidabilità sono garantite dalla tecnologia avanzata che evita la generazione di falsi allarmi e dalla lunga durata della batteria (fino a 12 giorni), mentre la clip sul retro lo rende facilmente agganciabile a qualsiasi cintura da lavoro.

La qualità si nota dai piccoli dettagli, come il display retroilluminato che assicura una visione ottimale in qualsiasi condizione luminosa; per scoprirli tutti, guarda il nuovo video sul canale Youtube Irbema:

Una nuova generazione di apparati

La connettività 2G/3G/4G consente una comunicazione efficace nelle situazioni di emergenza, ovvero quando si attivano i diversi allarmi di cui sono dotati i dispositivi Twig, tra cui:

  • mandown;
  • non movimento;
  • caduta e impatto violento;
  • allarme volontario;
  • amber alert per aree non coperte da segnale GSM.

Una volta inviato il segnale di allarme, viene trasmessa anche la posizione del lavoratore sia indoor che outdoor. L’elevata precisione della localizzazione è possibile grazie al nuovo modulo SRD3, capace di interagire con beacon Twig SRD, beacon BLE e Acces Point Wi-Fi. Infine, Penta-Band, UMTS/HSPA+, LTE e due microfoni con altoparlanti e vibrazione potenziati consentono un’eccellente qualità e ricezione telefonica rendendo Twig One perfettamente utilizzabile anche negli ambienti più rumorosi.

Scopri di più su Twig One

Twig One è distribuito da Irbema in esclusiva per l’Italia ed è integrabile con IrTrack  il software sviluppato da Irbema per il monitoraggio degli allarmi. Contatta i nostri esperti per saperne di più scrivendo a info@irbema.com o compilando il form nella sezione contatti.

Nuovo TWIG Neo: guarda ora il video e scopri tutte le novità!

Twig Neo

TWIG Neo è il nuovo dispositivo di allarme indossabile per lavoratori isolati progettato per adattarsi a varie esigenze di sicurezza personale e lavoro in solitaria.

Ideale per i lavoratori isolati di diversi settori

TWIG Neo si adatta facilmente ad ogni specifica esigenza selezionando solo le opzioni e le funzionalità necessarie e configurandolo per una determinata situazione di lavoro isolato.

Anche se molto piccolo, il dispositivo fornisce tutte le funzioni essenziali per la protezione del lavoratore isolato, supportando chiamate vocali 2G/3G in vivavoce e comunicazione dati 4G. È configurabile da remoto e può essere facilmente integrato in vari sistemi di monitoraggio.

Guarda il video del nuovo TWIG Neo disponibile sul canale Youtube di Irbema:

Localizzazione ibrida: i benefici del nuovo TWIG Neo

Con l’opzione SRD3, TWIG Neo è il primo dispositivo indossabile a beneficiare della localizzazione ibrida TWIG Point Netloc. Tale soluzione, non solo lo rende compatibile con i dispositivi TWIG a corto raggio (beacon, tag, sensori di porte o pulsanti), ma consente anche la localizzazione in base ai segnali dei beacon Bluetooth o delle stazioni base Wi-Fi.

Proprio la compatibilità con i beacon Bluetooth e Wi-Fi offre a TWIG Neo più opzioni di localizzazione rispetto ai soli beacon TWIG SRD. Un passo avanti rispetto al modello Embody che include solo la compatibilità SRD.

Individua la posizione del dispositivo con la stazione di ricarica intelligente

Anche la nuova stazione di ricarica intelligente consente una localizzazione più rapida. Quando è agganciato alla stazione di ricarica intelligente, il dispositivo invia il numero di serie della stazione all’ARC (Alarm Receiving Center), il server su cui arrivano gli allarmi e sono presenti le mappe dei beacon. La nuova stazione di ricarica intelligente può quindi essere geocodificata consentendo di individuare la posizione del dispositivo quando è in carica.

Le altre caratteristiche del nuovo TWIG Neo

Oltre alle funzioni sopracitate TWIG Neo presenta altre numerose features, tra cui:

  • Rilevamento automatico ManDown in caso di caduta, inclinazione o impatto
  • Amber Alert
  • Allarme in caso di strappo del cordino
  • Tasto SOS e tastiera configurabile
  • Tasti di selezione rapida
  • Chiamate vocali a due vie in vivavoce
  • Impermeabile e resistente alla polvere (certificato IP67)
  • Configurazione remota, FOTA
  • GNSS multi-costellazione da esterno (GPS, Glonass e Galileo)
  • Compatibile con i servizi TWIG Point: TWIG Point Remote Configurator, TWIG Point AGNSS, TWIG Point Netloc, TWIG Point Monitor e TWIG Point Site
  • Comunica con tutti i sistemi che utilizzano TWIG MPTP (Mobile Phone Telematics Protocol) sia SMS che GPRS.
  • Opzioni di trasporto: gancio, braccialetto, clip o cordino

Scarica la brochure per saperne di più e contatta un nostro esperto scrivendo a info@irbema.com.

Nuova convenzione Irbema

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Irbema ha il piacere di comunicare che è attiva la nuova convenzione stipulata con ANICA – Associazione Nazionale delle Industrie di Componenti per Ascensori. L’accordo, inerente all’intera gamma dei dispositivi uomo a terra TWIG, prevede una scontistica esclusiva riservata alle aziende associate ad ANICA.

irbema-twigL’iniziativa conferma l’impegno di Irbema in tema di sicurezza sul lavoro, agevolando le aziende italiane del settore ascensoristico nell’acquisto di sistemi per la tutela dei lavoratori isolati.

Twig Neo: il nuovo dispositivo indossabile per lavoratori isolati

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TWIG Neo è il nuovo dispositivo uomo a terra indossabile progettato per i lavoratori isolati e per adattarsi a diversi contesti ed esigenze di sicurezza personale.

Piccolo e scalabile

Il nuovo dispositivo del marchio finlandese TWIG è piccolo e scalabile e offre molteplici opzioni di utilizzo che lo rendono particolarmente ideale per manutentori, personale di laboratorio, operatori impiegati nella logistica e assistenti sanitari. Come tutti i dispositivi della gamma TWIG, anche il nuovo Neo è dotato del sistema di rilevamento uomo a terra avanzato in grado di attivare un allarme in caso di uomo a terra, non movimento, impatto e caduta libera.

Twig-NeoLe funzionalità aggiuntive del nuovo TWIG Neo

Leggerissimo e comodo da indossare, il nuovo apparato TWIG può essere facilmente adattato alle esigenze specifiche selezionando solo le opzioni e le funzionalità necessarie e configurandolo per una determinata situazione di lavoro isolato. Anche se molto piccolo, il dispositivo fornisce tutte le funzioni essenziali di protezione e supporta chiamate vocali in vivavoce 2G/3G e comunicazione dati 4G. È configurabile da remoto e può essere facilmente integrato in vari sistemi di monitoraggio.

Tra le numerose novità introdotte con il dispositivo, alcune lo differenziano in maniera significativa dal modello TWIG Embody. Di seguito le più rilevanti:

  • menù utente personalizzabile per le funzionalità avanzate
  • clip e vassoio SIM più robusti con chiusura a vite per una maggior sicurezza
  • Firmware Over The Air (FOTA) aggiornabile tramite rete
  • comunicazione dati 4G
  • stazione di ricarica da tavolo compatibile con TWIG One

Localizzazione ibrida con SRD3

TWIG Neo è il primo dispositivo TWIG multi-wearable a beneficiare della localizzazione ibrida TWIG Point Netloc sia per la localizzazione in spazi pubblici (cellulare + Wi-Fi) sia per la localizzazione in loco (TWIG SRD + Wi-Fi + BLE). L’estrema precisione sia in ambienti indoor che outdoor assicura standard di sicurezza di massima qualità. Inoltre, grazie alle possibilità d’integrazione con il software Ir-Track ideato da Irbema è possibile visualizzare direttamente su desktop o smartphone il punto esatto in cui è stato generato l’allarme.

Per saperne di più scarica la brochure e contatta un nostro esperto scrivendo a info@irbema.com.

Infortuni sul lavoro e lavoratori isolati: i dati aggiornati

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La tematica degli infortuni sul lavoro è sempre di grande attualità, interessando tutte le categorie tra cui quella dei lavoratori isolati. Ma com’è cambiata la situazione negli ultimi anni? Ci sono stati dei miglioramenti? Esistono normative e tecnologie in grado di prevenire gli infortuni?

I cambiamenti in atto

Secondo il report relativo all’andamento degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali pubblicato dall’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) nel gennaio 2021, il 2020 è stato quello che in statistica verrebbe definito “outlier”, ovvero un dato che si discosta dagli altri poiché ha dinamiche anomale rispetto agli altri dati. Il motivo di questo dato è facilmente spiegabile ed è la pandemia che dal febbraio dello scorso anno ha colpito l’intero pianeta.

Il numero dei casi complessivi non si discosta moltissimo da quello degli altri anni. Tuttavia, la composizione è completamente anomala. Un tasso di crescita degli infortuni si riscontra nel settore sanitario e il motivo è facilmente intuibile. Gli infortuni in itinere hanno subito un crollo per nove mesi su dodici e anche in questo caso la pandemia ha giocato un ruolo importante. Infatti, l’incremento esponenziale dello smart working ha certamente influito su questo specifico dato.

I dati forniti dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro consentono di estendere l’analisi anche all’orizzonte europeo. Dal report è possibile notare come l’Italia sia tra i primi posti in Europa per numero di infortuni sul lavoro, dietro solo a Germania, Francia e Spagna. Tuttavia, confrontando i dati dell’ultimo decennio si può notare un significativo miglioramento, passando dai 405.888 infortuni del 2010 ai 291.503 del 2018.

sicurezza-sul-lavoroIl caso dei lavoratori isolati

Esiste però una particolare categoria per cui è difficile reperire dei dati, quella dei lavoratori isolati. Con il termine “lavoratore isolato” si indica colui che è tenuto a lavorare in solitudine, senza una sorveglianza diretta e quindi “isolato” da altri soggetti vicini che possano prestare soccorso immediato in caso di infortunio o incidente. Tale soggetto non ha possibilità di comunicazione né vocale, né visiva con i colleghi e in generale con altre persone.

Il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro (D.Lgs. n. 81/2008 in particolare gli articoli 66 e 121) richiede al datore di lavoro di valutare tutti i rischi ai quali sono esposti i lavoratori per adottare le misure di prevenzione e di protezione necessarie. Lo stesso documento contiene anche diversi accenni relativi ai lavori considerati a rischio, per i quali è richiesta la presenza di almeno due lavoratori.

La sensazione, in questo caso non suffragata da dati, è quella che complice la pandemia il numero di lavoratori impegnati in questo tipo di attività sia aumentato. Spesso, è convinzione del lavoratore, ma anche del suo datore, che esporsi ad un minor contatto con gli altri riduca in qualche modo il rischio di contagio. Di conseguenza è diminuita la ritrosia per le attività di smart working, molto diffusa fino allo scorso anno. Tuttavia, affrontare attività in solitudine, espone il lavoratore stesso ad un rischio che è senz’altro complice dei dati che sono stati rilevati dal report sopra citato.

Quali tecnologie scegliere per la sicurezza dei lavoratori isolati?

Oggi, esistono dispositivi che hanno raggiunto un’affermata maturità tecnologica. Tali soluzioni permettono di tutelare i lavoratori isolati in qualsiasi settore siano essi impiegati, evitando il coinvolgimento di un secondo lavoratore. Tali dispositivi sono infatti certificati per resistere in ogni ambiente, anche quelli più difficili come celle frigorifere e ambienti a rischio esplosione (ATEX). In particolare, i dispositivi per lavoratori isolati del marchio finlandese TWIG rappresentano una garanzia in termini di affidabilità ed efficienza, caratteristiche fondamentali quando si parla di sicurezza sul lavoro.

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I dispositivi uomo a terra consentono l’allerta immediata dei soccorsi, un fattore in grado di fare la differenza nelle situazioni di emergenza.

I dispositivi uomo a terra TWIG per la tutela dei lavoratori isolati sono distribuiti in esclusiva per l’Italia da Irbema. Se desideri maggiori informazioni non esitare a contattarci, i nostri esperti saranno a tua disposizione per rispondere a tutte le tue domande.

 

Ascom e Irbema, una partnership lunga più di 30 anni

Ascom

Ascom e Irbema

Da sempre Irbema opera in maniera attiva nei settori della sanità e della comunicazione in ambito lavorativo. Proprio da qui nasce la consolidata relazione con Ascom, fornitore a livello internazionale di soluzioni ICT in ambito sanitario ed enterprise. La partnership con Ascom ha contraddistinto la storia di Irbema fin dai primi anni della sua storia, rappresentando un’importante opportunità di confronto e stimolo per una crescita costante.

Grazie al rapporto che prosegue ormai da più di 30 anni, sono numerose le occasioni di interazione tra le due società, soprattutto nel corso dell’ultimo anno segnato dall’emergenza causata dal Covid-19. In questo senso, una delle figure di riferimento è sicuramente Umberto Valente, Wireless Solutions Sales & Marketing di Ascom Italia con il quale abbiamo avuto l’occasione di approfondire diversi temi relativi all’attuale situazione del mercato italiano e alle prospettive future.

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Umberto Valente – Wireless Solutions Sales & Marketing Ascom Italia

L’intervista

Buongiorno Umberto, l’ultimo anno ha portato numerosi cambiamenti in tutti i settori, ce ne sono stati anche per Ascom?

“Senza alcun dubbio la crisi pandemica che stiamo attraversando ha comportato importanti cambiamenti anche e soprattutto nella modalità di risposta alle esigenze dei nostri clienti, in particolare in ambito ospedaliero/healthcare. Molte strutture si sono trovate a dover affrontare una situazione drammatica e hanno avuto la necessità di implementare, spesso in modo quanto più rapido e funzionale possibile, soluzioni che, come le nostre, permettessero di ottimizzare in tutta sicurezza i flussi comunicazionali tra i membri di uno staff di cura in mobilità e anche tra gli stessi staff ed i pazienti. Questo ha comportato per Ascom la necessità di diventare ancor più proattiva e reattiva possibile creando anche soluzioni che prima non esistevano o quanto meno non erano state pensate per l’esigenza che la pandemia ha portato alla luce”.

“Per quanto riguarda il mondo enterprise la situazione è stata abbastanza differente e i cambiamenti sono stati meno evidenti e meno complicati da gestire. Tuttavia anche in questo settore alcune delle caratteristiche delle nostre soluzioni in mobilità (una per tutte: la sanificabilità dei nostri device) è risultata vincente per soddisfare quella richiesta di ulteriore “protezione” e sicurezza che il mercato esigeva e tuttora esige”.

 

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Ascom Telecare IP è tra le soluzioni più apprezzate in ambito sanitario grazie alla sua efficienza e alla sua semplicità d’installazione.

In che modo i prodotti Ascom hanno aiutato ospedali ed RSA in questo periodo complicato?

“Le nostre soluzioni hanno supportato gli ospedali soprattutto in 2 ambiti: negli ambienti di cura critici (Terapie intensive) grazie alla nostra soluzione software Digistat abbiamo contribuito al miglioramento del livello di cure e della sicurezza dei pazienti, mentre nei reparti di degenza con le nostre soluzioni in mobilità e di chiamata infermiera abbiamo contribuito all’ottimizzazione dei flussi comunicazionali permettendo workflow più efficienti e razionali. Questo periodo di crisi pandemica ha gioco forza sottolineato l’importanza di poter contare, nel nostro portfolio di soluzioni, di una vera e propria piattaforma per la sanità che ci consente di soddisfare le molteplici esigenze che una struttura ospedaliera si è trovata ad affrontare nei differenti ambeinti di cura di cui si compone”.

“Per quanto riguarda le RSA le nostre soluzioni hanno contribuito ad incrementare la sicurezza dei residenti grazie a funzionalità e caratteristiche quali la sanificabilità e le versatilità d’utilizzo che le hanno rese importanti strumenti nelle mani degli staff di cura”.

Mentre per quanto riguarda aziende e industrie? Quali vantaggi hanno offerto i dispositivi per la comunicazione aziendale Ascom?

“Per quanto riguarda il mondo enterprise, senza alcun dubbio la caratteristica che è emersa di più è stata la sanificabilità completa dei nostri device che ha risposto appieno alle esigenze di maggior sicurezza che le aziende hanno dovuto necessariamente soddisfare. Anche il tema dell’ottimizzazione dei flussi di lavoro ha trovato risposta nelle nostre soluzioni di gestione allarmi che hanno contribuito a creare ambienti aziendali e produttivi in cui dati, eventi ed allarmi riescono ad essere condivisi in maniera rapida e funzionale a tutto vantaggio della sicurezza e del mantenimento di elevati standard di produttività”.

Ascom è presente in tutto il mondo, ma quali sono le peculiarità del mercato italiano?

“Ascom ha sedi in quasi ogni angolo del globo, dagli Stati uniti all’Australia passando ovviamente per i maggiori paesi europei e l’Asia. A differenza di tutti gli altri paesi dove siamo presenti,  circa l’80% del mercato italiano è composto da PMI di cui quasi il 50% da micro imprese fino a 10 dipendenti. Questo significa che la maggior parte dei progetti che realizziamo sono molto piccoli rispetto a quelli degli altri paesi. In aggiunta a questo, possiamo affermare che in Italia non c’è ancora una vera e propria cultura sulla sicurezza del lavoratore e sull’ottimizzazione dei flussi di lavoro degli utenti che si muovono continuamente all’interno delle loro strutture. Stiamo facendo cultura con un approccio consulenziale sia attraverso il canale sia direttamente mediante un’attività di sviluppo informativo”.

Sedi Ascom nel mondo

Ascom è presente in tutti i continenti. La sede italiana è situata a Scandicci in Provincia di Firenze

L’ottimizzazione dei flussi di lavoro è un obiettivo cruciale per Ascom, quali sono le soluzioni più interessanti in questo campo?

“Per questa tematica senza dubbio la soluzione più interessante è il nostro software Unite che permette di condividere in modo rapido eventi ed allarmi che possono incidere in maniera significativa sia sulla sicurezza dei lavoratori sia sulla redditività dei moderni ambienti industriali e produttivi. Ovviamente a questa si associano i nostri device purpose-built sia per l’ambito healthcare sia per l’ambito enterprise. Tutti i nostri device hanno feature quali man-down e no movement che consentono di incrementare il livello di sicurezza degli operatori anche e soprattutto di coloro che si trovano ad operare in modalità isolata, oltre ad una robustezza ed affidabilità che consente loro di divenire tool importanti nel supporto alle quotidiane attività di cura e di lavoro dei team in mobilità”.

Cosa li contraddistingue dai prodotti dei competitor?

“L’aspetto che ci contraddistingue di più dai competitor non va visto in una singola soluzione, bensì da ciò che possiamo offrire sia per l’ambito healthcare sia per quello enterprise; piattaforme integrate e complete di soluzioni in grado di soddisfare le esigenze sia delle strutture ospedaliere più complesse sia dei grandi impianti industriali. Inoltre possiamo vantare un elevato livello di expertise in tematiche quali l’ottimizzazione dei flussi di lavoro e la sicurezza di lavoratori e pazienti, fattori che ci qualificano come interlocutori affidabili e professionali per tutte quelle realtà che cercano partner ad elevato valore aggiunto”.

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Le soluzioni di comunicazione Ascom con tecnologia IP DECT, radio e Wi-Fi, sono pensate per adattarsi ad ogni contesto. Ideali sia per piccole strutture sia per impianti di grandi dimensioni e molto estesi.

Quali sono le vostre ambizioni e le novità più importanti per il futuro?

“L’obiettivo principale è quello di sviluppare progetti di integrazione, non solo con le infrastrutture di telefonia e networking, che raccolgono informazioni di qualsiasi genere (allarmi, alert, task, etc.) dai processi di lavoro dei clienti. Nel prossimo futuro a livello di ambizioni contiamo di incrementare in modo significativo il nostro market share nel settore dell’assistenza a lungo termine (case di cura o case di riposo ed RSA in generale), mantenendo al contempo un’elevata attenzione e sensibilità nei confronti delle esigenze dei nostri clienti in ambito healthcare ed enterprise. A livello di soluzioni nel corso dell’anno lanceremo un nuovo modello di device indicato soprattutto per gli ambienti di lavoro ad elevato stress di utilizzo che andrà ad affiancare ed arricchire il nostro già ampio ventaglio di soluzioni per l’ottimizzazione dei workflow in mobilità”.

Per saperne di più sui sistemi Ascom scrivici a info@irbema.com oppure compila il form. I nostri esperti saranno a tua disposizione per rispondere a tutte le tue domande.

Allarme uomo a terra | I vantaggi delle soluzioni Irbema

Allarme uomo a terra Irbema

I dispositivi di allarme uomo a terra Twig sono progettati per tutte le categorie di lavoratori a rischio (lavoratori isolati, security, industria pesante) e per chiunque necessiti di un dispositivo di sicurezza personale (anziani, donne, personale sanitario).

Sono numerose le funzionalità che rendono i sistemi del marchio finlandese pratici e semplici da usare. Tra queste c’è sicuramente Ir-Track, L’innovativo software sviluppato da Irbema con cui è possibile, in caso di allarme di pericolo, visualizzare in tempo reale su una mappa il punto preciso in cui è stato generato.

Quali sono i vantaggi di IR-TRACK?

Grazie alla mappa visualizzabile sia da desktop che da smartphone, è possibile localizzare in maniera immediata la persona in pericolo, velocizzando l’intervento dei soccorsi. Il software consente inoltre la gestione e la registrazione degli allarmi.

Ma non è tutto, infatti l’esclusivo software di Irbema offre altri vantaggi significativi, come ad esempio:

  • Visualizzazione Google Maps “classica” o “satellite” e mappa personalizzata
  • Installabile sia su PC locale che in cloud
  • Retrocompatibilità con tutti i modelli Twig
  • Monitoraggio dello stato del dispositivo e del suo livello di carica
  • Localizzazione outdoor e indoor
  • Personalizzazione per diversi tipi di allarme come uomo a terra, non movimento, impatto e caduta

Allarme uomo a terra indoor e outdoor

Per tutelare la sicurezza dei lavoratori isolati sia in ambienti chiusi che all’aperto è necessario disporre di soluzioni versatili, adattabili e in grado di resistere anche nelle condizioni più difficili come gli ambienti Atex. In particolare, interfacciandosi con diversi apparati come access point Wi-Fi, Beacon e BLE, il dispositivo consente la localizzazione indoor anche in assenza di segnale GPS.

Grazie alla tecnologia GNSS e ai sensori di cui sono dotati i dispositivi Twig è possibile rilevare la loro posizione anche all’aperto con un’elevatissima precisione.

Per maggiori dettagli sul sistema Ir-Track visita la pagina dedicata e contattaci.

I nuovi video tutorial per dispositivi uomo a terra Twig

Dispositivi uomo a terra Twig

Dispositivi uomo a terra Twig per la tutela dei lavoratori isolati

Quando un lavoratore isolato si trova in difficoltà è importante che sia equipaggiato con dispositivi capaci di comunicare in modo rapido ed efficace l’emergenza in atto. Per questo Irbema si affida solo a partner di qualità riconosciuti a livello internazionale. Tra questi ci sono sicuramente i dispositivi uomo a terra Twig progettati per garantire alle aziende il rispetto delle normative vigenti in materia di salute e sicurezza dei lavoratori isolati (art. 45 T.U. 81/08).

I dispositivi uomo a terra Twig sono progettati per tutelare tutte le categorie di lavoratori a rischio (lavoratori isolati, security, industria pesante) e per chiunque necessiti di un dispositivo di sicurezza personale (anziani, donne, personale sanitario) mediante la trasmissione di allarmi manuali e automatici.

Sicuramente tra le soluzioni più apprezzate in questo campo ci sono i dispositivi Twig Embody e Twig Protector. Data la grande domanda per questi prodotti, Irbema ha realizzato due video pensati per evidenziare le numerose funzionalità di cui sono dotati e per supportare gli utenti durante il loro primo utilizzo.

Twig Embody

Twig Embody è un dispositivo uomo a terra di allarmistica personale indossabile 3G*/GSM/GNSS* progettato per rispondere ai differenti bisogni di sicurezza dei lavoratori isolati (ManDow++, IP67, Amber Alert, localizzazione a 48 canali, e molte altre funzionalità)

La praticità e la semplicità di utilizzo rendono Embody un prodotto sempre pronto all’uso e adatto a chiunque.

Twig Protector

Twig Protector è un dispositivo di allarmistica personale 3G*/GSM/GNSS* completo, progettato per lavoratori isolati e per chiunque abbia bisogno di protezione. Dotato delle stesse funzionalità del Twig Embody ha in più quattro tasti programmabili per la chiamata rapida.

Entrambi i dispositivi trasmettono l’allarme ad una lista di destinatari predefiniti mediante SMS e telefonate (anche in viva voce), inoltre:

  • Sono completamente e facilmente configurabili
  • Non necessitano di servizi in abbonamento e operano con una semplice SIM card telefonica del proprio gestore preferito
  • Sono dotati di sistema mandown proprietario e applicativo residente sul firmware
  • Possibilità di geolocalizzazione esterna (GPS) e interna (beacon wireless, anche in ambienti classificati ATEX) oppure tramite software per la gestione e la localizzazione degli allarmi.

Per altri utili informazioni sui nostri prodotti visita il canale Youtube di Irbema oppure contattaci compilando il form o inviandoci una mail a info@irbema.com

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