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5 consigli su come fronteggiare l’emergenza Covid-19 secondo Ascom

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L’attuale situazione di emergenza pandemica sta mettendo a dura prova le strutture ospedaliere al lavoro per fronteggiare l’emergenza Covid-19. Il carico di lavoro per gli operatori sanitari è in continuo aumento e di conseguenza crescono anche i rischi legati alla sicurezza di questi ultimi e dei pazienti.

Purtroppo in molte realtà le risorse sono limitate se paragonate all’incremento costante del numero dei degenti; proprio per questo si rendono necessarie soluzioni rapide e affidabili che consentano di razionalizzare e ottimizzare i flussi di lavoro in totale sicurezza.

5 consigli per fronteggiare l’emergenza Covid-19

  • Nell’ottica di ridurre al minimo la diffusione del contagio diventa fondamentale il supporto di strumenti che consentano il monitoraggio da remoto dei pazienti, come avviene con Digistat® Wearables, una soluzione già implementata con successo sia in Italia che all’estero e che soprattutto potrà essere riutilizzata nei periodi post-Covid come testimonia il caso dell’ospedale olandese di Slingeland.
  • Per assicurare ai pazienti un’assistenza efficiente e non invasiva è fondamentale disporre di un adeguato sistema di chiamata infermiera; tuttavia è importante attrezzare le strutture che hanno bisogno di tali dispositivi nel più breve tempo possibile. Tutto questo è possibile grazie ad un sistema come Telecare IP Wireless. Questo sistema il quale non necessita di cablaggio ed assicura la massima versatilità, ma non solo. É anche disponibile sia nella versione braccialetto indossabile sia nel più classico modulo posto letto.
  • Gli ultimi mesi hanno confermato quanto possa essere d’aiuto per i pazienti mantenere un contatto, seppur a distanza, con i propri familiari. Per questo Ascom ha sviluppato un kit plug & play che in aggiunta alla canonica funzione di chiamata infermiera permette le chiamate verso l’esterno per non lasciare isolati i malati. Il kit è disponibile sia nella versione IP-DECT sia in quella Wi-Fi ed è completo di tutti i supporti necessari.
  • Sistemi di sicura affidabilità che offrono un contributo significativo per fronteggiare l’emergenza Covid-19. Per evitare ogni tipo d’imprevisto è quindi opportuno ricorrere a partner riconosciuti come Ascom. Gli apparati dell’azienda svedese sono ormai un punto di riferimento per il mercato, grazie ai decenni di esperienza nel settore e alla robustezza riconosciuta dei propri prodotti.
  • Tutte le più importanti autorità sanitarie hanno ribadito costantemente l’importanza dell’igiene nella lotta contro il virus; di conseguenza è essenziale disporre di sistemi totalmente sanificabili, come l’intera gamma dei dispositivi di chiamata Ascom. Ovviamente i metodi di sanificazione possono variare a seconda dei prodotti, e spesso si ha il timore di danneggiare questi ultimi. Tuttavia nella brochure scaricabile tramite il pulsante sottostante troverete un’utile guida a riguardo, oltre a tutte le informazioni specifiche relative alle soluzioni sopracitate.

Video conferenze professionali, semplici e sostenibili?

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Lo smart working e le video conferenze in remoto stanno cambiando il mondo del lavoro. Sempre più spesso le videoconferenze rappresentano il primo canale d’incontro con nuovi clienti e partner, per questo motivo diventa cruciale valorizzare al meglio la nuova relazione evitando che venga danneggiata da una tecnologia difettosa o da un’esperienza di bassa qualità.

Le riunioni online diventano sempre più lunghe ed importanti e sono ormai parte integrante della giornata lavorativa, sia in ufficio che a casa. È quindi necessario dotare i dipendenti di sistemi facili e veloci da usare che al contempo garantiscano prestazioni professionali e di qualità.

Come rendere più semplici le video conferenze?

I sistemi di videoconferenza Konftel rappresentano la risposta migliore a questa domanda consentendo di organizzare un meeting in meno di un minuto e adattandosi alle problematiche tipiche degli ambienti domestici come la scarsa luminosità e l’acustica non sempre ottimale. Inoltre, scegliere prodotti dello stesso fornitore facilita ulteriormente l’esperienza dei lavoratori e del supporto IT, per questo Konftel ha sviluppato una gamma di prodotti in grado di supportare l’utente in ogni fase di utilizzo.

Come anticipato audio e video incidono in maniera importante sulla buona riuscita di una videoconferenza. Un’immagine nitida e naturale contribuisce ad aumentare la percezione di professionalità, di conseguenza è bene optare per una videocamera che si adatti alle dimensioni della stanza, al numero di partecipanti alla riunione e allo scopo della riunione. Lo stesso vale per la scelta dei microfoni che dovrà tener conto della necessità di aumentare le distanze di seduta rispetto ai soliti standard.

Un packaging sostenibile

Uno dei vantaggi più evidenti di questo nuovo modo di lavorare riguarda senza dubbio il tema della sostenibilità. Le riunioni a distanza contribuiscono a ridurre gli spostamenti e i viaggi di lavoro diminuendo così l’emissione dei gas serra e dell’inquinamento, come abbiamo visto nelle nostre città durante il 2020. Per Konftel il rispetto dell’ambiente riveste un ruolo molto significativo, come confermato dalla costante riduzione dell’impatto dei propri processi produttivi in termini di inquinamento.

In questo momento storico dove l’attenzione all’ambiente risulta essere sempre più importante per il consumatore, Konftel è stata in grado di ripensare non solo la propria linea produttiva ma anche la gestione della spedizione, utilizzando un packaging quasi totalmente in carta riciclabile.

Le dimensioni e le caratteristiche di ogni realtà lavorativa incidono in maniera significativa sulle esigenze in termini di video conferenza di ciascuna azienda. Non è facile trovare il prodotto ideale per ogni azienda, tuttavia i prodotti Konftel sono perfetti sia per videoconferenze con più di 20 partecipanti sia per piccole sale meeting con pochi partecipanti. Grazie ad una gamma completa con prodotti alla portata di tutte le aziende, i sistemi Konftel sono in grado di restituire prestazioni professionali e ad hoc a seconda del modo di operare dell’azienda e dei propri dipendenti.

Scopri la gamma per le aziende di Konftel

Sistemi di comunicazione per aree COVID-19

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Con il rischio di una seconda ondata e l’arrivo dell’influenza autunnale, le strutture sanitarie di tutta Italia si stanno attrezzando per allestire in poco tempo aree per pazienti in isolamento per COVID-19. Le aree in questione non sono progettate e pensate per essere utilizzate come le normali stanze dotate di impianti di chiamata infermiera, ma dovranno permettere la comunicazione o inviare allarmi in caso di necessità all’esterno di esse in modo rapido e veloce. Inoltre dovranno garantire il minor accesso possibile al loro interno di personale medico, per evitare la diffusione del contagio.

Le aree infatti dovranno essere monitorate e in stretto contatto, mantenendo la distanza tra gli ospiti e gli operatori sanitari.
Come è possibile attrezzare una struttura sanitaria in poco tempo per ospitare pazienti in aree COVID?

Soluzione 1: chiamata infermiera wireless

La prima soluzione per allestire aree COVID in poco tempo consiste in un sistema completamente wireless dove il personale medico viene dotato di un ricevitore (dispositivo mobile TREX di Neat) che è in grado di ricevere sul proprio display gli allarmi generati da moduli di chiamata, perelle oppure da braccialetti in dotazione ai pazienti che si trovano in isolamento.

In questo modo il personale sanitario può rimanere al di fuori delle aree COVID ed è in grado di intervenire in modo mirato, poichè sarà possibile consultare sul proprio dispositivo dove è stato generato l’allarme.

Il sistema in questo modo è in grado di limitare la permanenza dei medici al di fuori delle aree COVID, garantendo loro una maggior sicurezza circa il pericolo di contagiarsi stando a contatto con i pazienti.

Soluzione 2: comunicazione voce wireless

Mediante un kit pre programmato composto da un trasmettitore COBS TALK II e un qualsiasi ricevitore cordless già presente nella struttura ospedaliera, è possibile ad ogni singolo paziente comunicare con gli operatori sanitari oppure parlare con i propri familiari. Il grande vantaggio di questo sistema è la sua scalabilità e la garanzia di mobilità per gli operatori sanitari che possono ricevere le chiamate direttamente sul proprio dispositivo cordless. Il paziente rimane quindi all’interno dell’area COVID ma l’operatore può spostarsi liberamente all’interno della struttura e in caso di ricezione di richiesta di aiuto intervenire in modo rapido e mirato.

Il dispositivo COBS TALK II viene indossato come un pendente al collo del paziente: comodo e leggero (appena 35 grammi) il dispositivo ha al suo interno un altoparlante e un microfono per parlare in vivavoce con il personale medico con la semplice pressione di un pulsante. Il dispositivo è anche certificato IP56, in modo da essere sempre sanificabile e riutilizzabile in tempi brevi per essere dato ad altri pazienti ospiti di aree COVID.

Bando “Safe-Working – Io Riapro Sicuro”

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Grazie al Decreto Rilancio (DL 34/2020) il governo ha istituito un “credito di imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro”. Le proposte del governo per riaprire le aziende in sicurezza sono di molteplici entità e variano da regione a regione.

Ad esempio il 26 Maggio 2020 nella regione Lombardia è stato presentato il Bando “Safe-Working – Io Riapro Sicuro” che concede alle micro e piccole imprese che sono state oggetto di chiusura obbligatoria a causa dell’emergenza COVID-19 o che hanno introdotto forme di smartworking per tutti i dipendenti (pur rientrando tra le attività consentite) importanti contributi a fondo perduto per la messa in sicurezza delle attività.

Le spese ammissibile per chi aderisce il bando sono:
– macchinari e attrezzature per la sanificazione e disinfezione degli ambienti aziendali
– apparecchi di purificazione dell’aria
– interventi strutturali per il distanziamento sociale all’interno dei locali
– strutture temporanee e arredi finalizzati al distanziamento sociale all’interno e all’esterno dei locali d’esercizio (parafiato, separe’, dehors)
– strumenti e attrezzature di igienizzazione per i clienti
– dispositivi di protezione individuale (mascherine, guanti, occhiali)
– spese di formazione sulla sicurezza sanitaria, etc…

Il contributo è a fondo perduto fino al 60% per le piccole imprese e fino al 70% per le micro imprese a fronte di un investimento minimo di 2.000 € (il contributo massimo è 25.000€).

Vediamo adesso gli articoli all’interno del decreto rilancio che possono interessare le aziende italiane.

Per gli investimenti legati alla riapertura in sicurezza della fase due il credito è pari al 60% delle spese sostenute nel 2020 per un massimo ad 80.000 € (art.120); la platea dei beneficiari è molto ampia e applicata all’acquisto di “apparecchiature e attrezzature per l’isolamento o il distanziamento dei lavoratori compresi i relativi costi di installazione” (art.95 lettera a) oltre che a “sistemi e strumentazione per il controllo degli accessi nei luoghi di lavoro utili a rilevare gli indicatori di un possibile stato di contagio” (art.95 lettera d).

Nel decreto legge sono quindi incluse diverse strumentazioni come ad esempio i termoscanner ma anche i sistemi di conteggio delle persone, i sistemi di distanziamento sociale P2P. Nel decreto viene specificato un contributo sia per i prodotti che per i servizi (lavoro di installazione dei sistemi) necessari all’adeguamento dei luoghi di lavoro.

In sintesi a disposizione delle aziende ci sarà:

–  un credito d’imposta pari al 60% compensato direttamente in F24 (uguale ad un immediato utilizzo mensile del credito)
–  esenzione IVA per fornitura o installazione di questi prodotti.

Piano Industria 4.0 – Quali sono le tecnologie coinvolte

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Con Industria 4.0 si intendono processi produttivi svolti da macchine interconnesse tra loro, in grado di dialogare, collaborare ed effettuare manutenzione preventiva. Questa tipologia di industria è in grado di sviluppare processi più efficienti e veloci rispetto ad una tipologia “classica”.

Il primo piano dell’Industria 4.0 è stato lanciato all’interno della legge di bilancio del 2017 con l’obiettivo di mobilitare investimenti privati aggiuntivi per 10 miliardi e 11,3 miliardi di spesa privata in ricerca, sviluppo e innovazione con focus sulle tecnologie dell’Industria 4.0.

La legge di bilancio del 2020 consente di prorogare gli investimenti destinati alle imprese che investono in impianti innovativi 4.0. L’acquisto di nuovi macchinari anziché usufruire del super ammortamento degli anni scorsi è ora agevolato da un credito d’imposta. Verrà applicato sugli investimenti effettuati nel 2020, oppure entro il 30 giugno 2021 a condizione che l’ordine risulti accettato entro il 31 dicembre 2020, con pagamento di almeno il 20%.

Le nostre tecnologie: Ascom 4.0

Le tecnologie dell’Industria 4.0 puntano, grazie alla connessione ed interazione tra persone, macchinari e processi, a migliorare la produttività delle aziende.

Migliorare la produttività può essere interpretato in vari modi. Ascom, che ha integrato più di 20.000 sistemi di comunicazione industriale in Europa e Nord America, punta ad aumentare la produttività attraverso una trasmissione dei dati veloce, sicura e chiara.

Attraverso la trasmissione di dati ed informazioni in modo chiaro al personale designato, quest’ultimo potrà interagire con queste informazioni ed effettuare azioni di conseguenza.

Le soluzioni Ascom nel settore Industria consentono di controllare attrezzature di importanza critica (chiusura di una valvola, apertura di una pompa) e comunicare con i colleghi in conversazioni individuali o conferenze. Le stesse soluzioni possono essere usate per comunicare in ambienti rumorosi, polverosi, umidi, pericolosi o potenzialmente esplosivi…

Grazie alle certificazioni e robustezza dei propri dispositivi mobili, le applicazioni Ascom sono pressoché illimitate.

L'industria 4.0 di Ascom

La tecnologia a supporto della tutela della salute dei lavoratori isolati

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Trento, 3 ottobre 2013. Un giovane idraulico di 27 anni viene trovato senza vita in una cella frigo di un capannone del Consorzio frutticoltori di Cles. La Procura iscrive sul registro degli indagati il direttore dello stabilimento, il datore di lavoro dell’idraulico e il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP). La Procura ipotizza il reato di omicidio colposo. Il Consorzio rischia una multa da 256.000 a 1.000.000 di euro, oltre all’interdizione dall’attività per un periodo da 6 mesi a 2 anni.

A distanza di quasi 4 anni la famiglia dell’uomo è stata risarcita con € 750.000, il Consorzio è stato condannato a pagare una sanzione di € 50.000 per la mancata predisposizione del modello organizzativo gestionale per la prevenzione dei rischi sul lavoro, mentre resta ancora aperto il processo a carico degli altri imputati.

Il lavoratore operava in una cella frigo in condizione di isolamento, senza nessun collega vicino. Nel caso della cella frigo, alla condizione di lavoro isolato si aggiungono anche i rischi dell’ambiente, normalmente con temperature prossime ai -20 °C e ridotta percentuale di ossigeno; in tale condizioni un infortunio con la perdita di conoscenza, ed un ritardo nei soccorsi, possono facilmente avere delle conseguenze fatali.

Il fatto di cronaca sopra riportato mi incoraggia a fare il punto circa il problema dei lavoratori isolati e lo stato dell’arte della tecnologia disponibile per la tutela della salute degli stessi.

Chi sono i lavoratori isolati?

Si definiscono “lavoratori isolati” le persone che sono tenute a lavorare da sole, senza una sorveglianza diretta e senza la presenza di altri soggetti vicini che possano prestare soccorso immediato in caso di infortunio o incidente. Un lavoratore o lavoratrice che svolge la propria attività in solitudine, opera senza un contatto visivo o vocale diretto con gli altri dipendenti dell’azienda e tale condizione potrebbe interessare tutte le categorie di lavoratori (anche gli impiegati in ufficio) che, ad esempio, hanno necessità di continuare a lavorare oltre l’orario normale, oppure nei casi in cui sia richiesta la loro presenza durante i giorni festivi, la sera o la notte.

Sono considerati lavoratori isolati anche coloro che non operano realmente in solitudine, ma che si trovano in un contesto che presenti difficoltà nella comunicazione, nel movimento o di impedimento fisico, oltre alle persone che lavorano in luoghi remoti, di difficile accesso, in condizioni ambientali sconosciute o avverse.

Esempi di categorie di lavoratori isolati sono: benzinai, addetti alla manutenzione, addetti alle pulizie, tecnici di laboratorio, agricoltori, autisti, tassisti, trasportatori, commesse, farmacisti, forestali, giardinieri, guardie mediche, infermieri, guardie giurate, magazzinieri, medici, infermieri, operai edili, portieri.

Normativa del lavoratore isolato

Relativamente ai lavoratori isolati sia diurni che notturni, è necessario ricordare che l’articolo 17, comma 1, lettera a) del D. Lgs. 81/08 e s.m. di cui al D. Lgs. 106/09, pone a carico del Datore di Lavoro l’obbligo di valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, compresi quindi anche quelli derivanti da particolari condizioni lavorative, come appunto quelli dei lavoratori isolati. A seguito di tale valutazione il Datore di Lavoro deve adottare le necessarie misure di prevenzione e protezione e le relative procedure per eliminare o ridurre le conseguenze dei rischi individuati.

I Fattori di rischio del lavoratore isolato

Nel caso di lavoratori isolati il fattore di rischio principale (da valutare e per il quale adottare misure e procedure di prevenzione e protezione) è relativo all’organizzazione dei soccorsi in caso di malore o infortunio del lavoratore.

In tale circostanza i fattori addizionali di rischio sono i seguenti:

  • impossibilità o limitata capacità, da parte del lavoratore stesso, di allertare i soccorsi all’esterno del luogo di lavoro;
  • difficoltà o impossibilità dei soccorritori, se e quando allertati, di accedere all’interno del luogo, dove è necessario l’intervento;
  • ulteriore difficoltà ad individuare esattamente, una volta all’interno, il punto intervento in caso di situazioni complesse.

Tali fattori addizionali di rischio comportano inevitabilmente il ritardo dell’intervento con effetti a volte fatali.

Pertanto, il Datore di Lavoro deve (in virtù degli obblighi di cui al già citato articolo 17, comma 1, lettera a) del D. Lgs. 81/08) prevedere sistemi per monitorare in tempo reale lo stato di salute del lavoratore attraverso il controllo del suo stato di coscienza.

Inoltre va ricordato che l’art. 2, comma 5, del D.M. 15/7/2003 N° 388 sancisce quanto riportato qui di seguito:

“Nelle aziende o unità produttive che hanno lavoratori che prestano la propria attività in luoghi isolati, diversi dalla sede aziendale o unità produttiva, il Datore di Lavoro è tenuto a fornire loro il pacchetto di medicazione di cui all’allegato 2, che fa parte del presente decreto, ed un mezzo di comunicazione idoneo per raccordarsi con l’azienda al fine di attivare rapidamente il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale.”

Tale sistema di comunicazione deve essere mantenuto in buone condizioni di funzionamento e manutenzione. I telefoni cellulari privati dei lavoratori non possono essere verificati dal datore di lavoro, e quindi non costituiscono un mezzo idoneo, ed inoltre la quasi totalità non posseggono la funzione uomo a terra, e quindi inadeguati in caso di malore e/o infortunio con perdita di coscienza.

Quali dispositivi scegliere per i lavoratori isolati?

Uno dei primi passi per tutelare i lavoratori isolati è quello di dotarli di un dispositivo “uomo a terra” in grado di allertare il personale di soccorso in caso di malore o di una situazione di emergenza.

L’attuale tecnologia propone dispositivi operanti su rete GSM, DECT, Wi-Fi o radio. Tali strumenti sono dotati di pulsante di emergenza nonché sensori capaci di rilevare il non movimento e la posizione orizzontale dell’operatore (funzione mandown) e di allertare in autonomia il personale di soccorso.

I dispositivi più avanzati posseggono anche le funzioni di localizzazione (tramite GPS per ambienti esterni, tramite radio beacon/RFID per ambienti interni), Amber Alert (timer programmabile in assenza di copertura GSM), rilevamento della posizione evoluto multi costellazione GNSS (ricevitore a 48 canali, GPS, Glonass, Galileo e BeiDou), Mandown++ evoluto (allarme uomo a terra, non movimento e caduta violenta), geofencing (perimetro virtuale), ALS (Automatic Location System), sistema viva-voce, certificazione per ambienti Atex.

I moderni dispositivi consentono la massima personalizzazione di tutti i parametri di configurazione, come ad esempio la possibilità di impostare l’angolo di inclinazione e i tempi di attivazione del mandown, per adattarsi alle diverse tipologie di attività dell’operatore.

Particolare attenzione va posta alla scelta dello strumento. Esistono infatti sul mercato dispositivi (per lo più di fabbricazione non europea) non supervisionati (cioè non in grado di verificare continuamente lo stato dei suoi componenti segnalando qualsiasi malfunzionamento, assenza rete, assenza GPS, anomalia sensori, ecc.), dotati di software/sensori non proprietari e quindi poco affidabili perché soggetti ad interruzioni di servizio, oppure privi delle certificazioni richieste dai Sistemi di Gestione Qualità e Sicurezza.

Infine è utile ricordare che l’adozione di dispositivi per la tutela dei lavoratori isolati permette all’azienda di ottenere una riduzione del premio INAIL (OT24).

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