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Irbema2018

Bando “Safe-Working – Io Riapro Sicuro”

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Grazie al Decreto Rilancio (DL 34/2020) il governo ha istituito un “credito di imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro”. Le proposte del governo per riaprire le aziende in sicurezza sono di molteplici entità e variano da regione a regione.

Ad esempio il 26 Maggio 2020 nella regione Lombardia è stato presentato il Bando “Safe-Working – Io Riapro Sicuro” che concede alle micro e piccole imprese che sono state oggetto di chiusura obbligatoria a causa dell’emergenza COVID-19 o che hanno introdotto forme di smartworking per tutti i dipendenti (pur rientrando tra le attività consentite) importanti contributi a fondo perduto per la messa in sicurezza delle attività.

Le spese ammissibile per chi aderisce il bando sono:
– macchinari e attrezzature per la sanificazione e disinfezione degli ambienti aziendali
– apparecchi di purificazione dell’aria
– interventi strutturali per il distanziamento sociale all’interno dei locali
– strutture temporanee e arredi finalizzati al distanziamento sociale all’interno e all’esterno dei locali d’esercizio (parafiato, separe’, dehors)
termoscanner
– strumenti e attrezzature di igienizzazione per i clienti
– dispositivi di protezione individuale (mascherine, guanti, occhiali)
– spese di formazione sulla sicurezza sanitaria, etc…

Il contributo è a fondo perduto fino al 60% per le piccole imprese e fino al 70% per le micro imprese a fronte di un investimento minimo di 2.000 € (il contributo massimo è 25.000€).

Vediamo adesso gli articoli all’interno del decreto rilancio che possono interessare le aziende italiane.

Per gli investimenti legati alla riapertura in sicurezza della fase due il credito è pari al 60% delle spese sostenute nel 2020 per un massimo ad 80.000 € (art.120); la platea dei beneficiari è molto ampia e applicata all’acquisto di “apparecchiature e attrezzature per l’isolamento o il distanziamento dei lavoratori compresi i relativi costi di installazione” (art.95 lettera a) oltre che a “sistemi e strumentazione per il controllo degli accessi nei luoghi di lavoro utili a rilevare gli indicatori di un possibile stato di contagio” (art.95 lettera d).

Nel decreto legge sono quindi incluse diverse strumentazioni come ad esempio i termoscanner ma anche i sistemi di conteggio delle persone, i sistemi di distanziamento sociale P2P. Nel decreto viene specificato un contributo sia per i prodotti che per i servizi (lavoro di installazione dei sistemi) necessari all’adeguamento dei luoghi di lavoro.

In sintesi a disposizione delle aziende ci sarà:

–  un credito d’imposta pari al 60% compensato direttamente in F24 (uguale ad un immediato utilizzo mensile del credito)
–  esenzione IVA per fornitura o installazione di questi prodotti.

Piano Industria 4.0 – Quali sono le tecnologie coinvolte

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Con Industria 4.0 si intendono processi produttivi svolti da macchine interconnesse tra loro, in grado di dialogare, collaborare ed effettuare manutenzione preventiva. Questa tipologia di industria è in grado di sviluppare processi più efficienti e veloci rispetto ad una tipologia “classica”.

Il primo piano dell’Industria 4.0 è stato lanciato all’interno della legge di bilancio del 2017 con l’obiettivo di mobilitare investimenti privati aggiuntivi per 10 miliardi e 11,3 miliardi di spesa privata in ricerca, sviluppo e innovazione con focus sulle tecnologie dell’Industria 4.0.

La legge di bilancio del 2020 consente di prorogare gli investimenti destinati alle imprese che investono in impianti innovativi 4.0. L’acquisto di nuovi macchinari anziché usufruire del super ammortamento degli anni scorsi è ora agevolato da un credito d’imposta. Verrà applicato sugli investimenti effettuati nel 2020, oppure entro il 30 giugno 2021 a condizione che l’ordine risulti accettato entro il 31 dicembre 2020, con pagamento di almeno il 20%.

Le nostre tecnologie: Ascom 4.0

Le tecnologie dell’Industria 4.0 puntano, grazie alla connessione ed interazione tra persone, macchinari e processi, a migliorare la produttività delle aziende.

Migliorare la produttività può essere interpretato in vari modi. Ascom, che ha integrato più di 20.000 sistemi di comunicazione industriale in Europa e Nord America, punta ad aumentare la produttività attraverso una trasmissione dei dati veloce, sicura e chiara.

Attraverso la trasmissione di dati ed informazioni in modo chiaro al personale designato, quest’ultimo potrà interagire con queste informazioni ed effettuare azioni di conseguenza.

Le soluzioni Ascom nel settore Industria consentono di controllare attrezzature di importanza critica (chiusura di una valvola, apertura di una pompa) e comunicare con i colleghi in conversazioni individuali o conferenze. Le stesse soluzioni possono essere usate per comunicare in ambienti rumorosi, polverosi, umidi, pericolosi o potenzialmente esplosivi…

Grazie alle certificazioni e robustezza dei propri dispositivi mobili, le applicazioni Ascom sono pressoché illimitate.

L'industria 4.0 di Ascom

Irbema al Safety Expo 2019

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Per noi, la sicurezza sul lavoro è la cosa più importante

Il 2018 in Italia è stato davvero un anno pesante per la sicurezza sul lavoro. Sono state 1133 le denunce di infortunio con esito mortale sul posto di lavoro, ben 104 in più rispetto a quelle denunciate nel 2017.

“Un aumento del 10,1% che non può dirsi degno di un paese che si definisce civile. La mancanza di verifiche tecniche per la sicurezza dei lavoratori, la carenza di ispezioni e controlli nei luoghi di lavoro e la scarsa adozione di misure collettive ed individuali volte ad aumentare la prevenzione, stanno generando una situazione grave. Non possiamo più rimanere indifferenti.” afferma Franco Bettoni, presidente nazionale ANMIL (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi sul Lavoro).


 

Abbiamo deciso di scendere in campo e dare il nostro contributo per fare diventare tutti i posti di lavoro più sicuri.

Al Safety Expo 2019 presenteremo la gamma di dispositivi più avanzata sul mercato, per proteggere anche chi si trova a lavorare in solitaria.

Porteremo con noi anche il sistema di evacuazione sonora 4EVAC, un sistema rivoluzionario, semplice e potente, in grado di avvisare tempestivamente i contesti con un grande afflusso di pubblico.

Vogliamo portare la nostra esperienza maturata sul campo ogni giorno per più di trent’anni, per tutelare tutti i lavoratori che si trovano a lavorare in ambienti non sicuri.

Sarà un lavoro lungo e non facile. Noi siamo al vostro fianco il questa dura battaglia, per la sicurezza e il benessere di tutti.

Vieni a trovarci: HALL PRINCIPALE – STAND N

Una guida completa sulla chiamata infermiera

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Quali sono le soluzioni per migliorare l’efficienza e la sicurezza all’interno di strutture sanitarie? É possibile migliorare la gestione delle risorse umane riducendo i costi? Quali sono le tecnologie presenti sul mercato?

In questa guida edita insieme alla rivista Tecniche Ospedaliere, vogliamo fare il punto sui sistemi di chiamata infermiera, il vantaggi per i manager, gli operatori sanitari e i tecnici IT.

Un ulteriore approfondimento viene fatto sui sistemi come il controllo varchi (per evitare l’allontanamento di pazienti affetti da morbo di Alzheimer) oppure i sistemi di allarmistica personale (in caso di aggressione da pazienti violenti) o i sistemi di messaggistica e comunicazione vocale all’interno di strutture come case di riposo o ospedali.

Nella guida viene illustrato un caso studio riguardo l’installazione all’interno di un centro cardiologico di eccellenza in Lombardia, che ha scelto di utilizzare un sistema di chiamata infermiera avanzato ed ha potuto apprezzarne i vantaggi anche nel breve periodo.

Lavorare con un sistema avanzato di chiamata infermiera permette infatti non solo una migliore gestione, salute e qualità della vita dei pazienti della struttura, ma permette anche una maggiore sicurezza da parte del personale che vi lavora all’interno.

I sistemi di chiamata infermiera permettono di svolgere e gestire meglio il flusso di lavoro del personale sanitario, ma in che modo? In questa guida parleremo di tutte le potenzialità dei sistemi di chiamata infermiera con tecnologia IP: dalla gestione degli allarmi generati dai testaletto dei pazienti, all’intervento del personale sanitario all’interno di un ospedale ai dispositivi di anti aggressione all’interno dei pronto soccorso per la tutela degli infermieri.

L’hotel Atocha “Only You” premiato da Caixabank

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L’hotel Atocha “Only You” ha ricevuto il premio “Best2018 Hospitality Venue” da parte della Fondazione Caixabank per il proprio design sofisticato, la propria offerta di soggiorni e la capacità di includere una diffusione audio in hotel di alta qualità.

I requisiti per essere premiati negli anni sono cambiati, portando i giudici a valutare l’esperienza del cliente anche in base alla musica, la gastronomia e i cocktail offerti dall’hotel. La struttura “Only You” è stato il perfetto esempio di come questi nuovi fattori ricoprano un ruolo importante.

Il suono è sicuramente uno dei punti di forza di questa struttura. L’hotel offre anche un servizio di ristorazione durante il giorno mentre di sera si trasforma in un pub con musica dal vivo. La società ARTSOUND diretta da Miguel Benayas ha curato la progettazione e l’installazione degli apparati audio, decidendo di installare i dispositivi Ecler in questo progetto.

ecler installazione ristorante

Gli accorgimenti da seguire nelle installazioni di apparati audio sono molteplici, sopratutto negli hotel . La differenza tra le zone (indoor e outdoor), gli impianti di amplificazione, la personalizzazione ed accessibilità dei software per la gestione del suono, l’affidabilità sul lungo periodo, l’integrabilità dei messaggi di emergenza per l’evacuazione sonora,… Tutti questi requisiti sempre rispettando il design ricercato e all’avanguardia dell’hotel.

diffusione audio in hotel

I prodotti usati per la diffusione audio nell’hotel

La matrice MIMO88 è stata scelta per distribuire il segnale audio attraverso diverse zone insieme al mixer digitale DAM614. Ci sono approssimativamente 15 amplificatori di impedenza distribuiti su tutta la struttura dell’hotel. Parte di questo gruppo di amplificatori inviano i segnali audio dentro le linee di impedenza per i diffusori da soffitto IC6CLASS-TR. Un secondo gruppo di amplificatori invia il segnale audio amplificato agli speaker ARQIS e AUDEO posizionati nel ristorante e nell’area della terrazza. Grazie alla loro combinazione con i subwoofer ARQISSB15 il sistema è in grado di fornire all’ambiente un audio di eccellente qualità.

L’intera installazione è stata gestita attraverso i touch screen della serie WPmSCREEN con un sistema di controllo personalizzato e creato utilizzando il software per la gestione audio di Ecler: EclerNetManager.

La riduzione del tasso medio di tariffa INAIL (OT24)

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L’art. 24 delle Modalità per l’applicazione delle Tariffe emanate con d.m. 12.12.2000, come modificato, da ultimo, dal d.m. del 3.3.2015, prevede l’applicazione da parte dell’INAIL di una riduzione del tasso medio di tariffa alle aziende che abbiano effettuato interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro, in aggiunta a quelli previsti dalla normativa in materia.

L’Inail predefinisce gli interventi che sono considerati validi ai fini della concessione del beneficio in ragione della loro valenza prevenzionale e, per ciascun intervento, individua la documentazione probante l’attuazione degli stessi.

Per accedere alla riduzione, l’azienda che ha realizzato tali interventi migliorativi deve presentare un’apposita istanza (Modulo OT24), esclusivamente in modalità telematica, attraverso la sezione Servizi Online presente sul sito www.inail.it, unitamente alla documentazione probante richiesta dall’Istituto.

Ad ogni intervento è attribuito un punteggio. Per poter accedere alla riduzione del tasso medio di tariffa è necessario aver effettuato interventi tali che la somma dei loro punteggi sia pari almeno a 100.

La riduzione del tasso medio di tariffa è determinata in relazione al numero dei lavoratori anno del periodo, secondo lo schema seguente:

Lavoratori-AnnoRiduzione %
Fino a 1028%
Da 11 a 50 18%
Da 51 a 20010%
Oltre 2005%

Il punteggio attribuito alla dotazione di dispositivi uomo a terra varia da 20 a 50 punti in relazione al settore di appartenenza dell’azienda.

La sezione del modulo OT24 da compilare relativa ai dispositivi uomo a terra è il quadro E8 “Interventi per la prevenzione del rischio da lavoro in solitario”.

E’ probante la seguente documentazione:
– fattura di acquisto del dispositivo
– stralcio del DVR dal quale risultino le mansioni a rischio per lavoro in solitario

 

dispositivi uomo a terra twig

Twig SOSCard – Il dispositivo di allarmistica personale grande come una tessera

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Twig SOSCard è un dispositivo di allarmistica personale dotato di tutte le funzionalità per la protezione di lavoratori isolati.

Progettato per essere utilizzato da personale che opera a contatto con il pubblico e richiede di esibire un tesserino identificativo, Twig SOSCard si adatta a tutti i contesti lavorativi tipo “front desk” o per il personale sanitario.

Compatto e facile da indossare grazie al laccetto a “strap” oppure alla clip, è dotato di tutte le funzionalità per la protezione individuale quali: ManDown++, IP67 (resistente all’acqua e agli schock), Amber Alert, localizzazione satellitare a 48 canali (GPS, Glonass, Galileo), potente vibrazione e altoparlante per essere utilizzato senza l’uso delle mani, possibilità di localizzazione interna tramite Twig Beacon SRD, Wi-Fi, BLE (Bluetooth low energy) e molte altre funzionalità.

 

Scarica la brochure

L’importanza dei dispositivi per lavoratori isolati

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Nei primi giorni di Settembre, nel nord Italia sono avvenuti due casi di cronaca che, ancora una volta, provano l’importanza di dotare lavoratori isolati e categorie protette, di dispositivi per garantire la loro sicurezza.

Il caso di Brescia

Un signore di 76 anni è stato ritrovato dopo due giorni agonizzante nello scantinato di un negozio, riportando un grave trauma cranico.

Trasportato in rianimazione in gravissime condizioni, secondo le prime ricostruzioni il 76enne sarebbe caduto da una scala mentre stava lavorando, senza mai più riuscire a riprendersi.

Fonte: TGCOM24

Il caso di Padova

Per tre giorni un 76enne di Montegrotto Terme in provincia di Padova è rimasto intrappolato in un tombino mentre cercava le chiavi.

Una volta individuato e constatato che era ancora vivo, è stato estratto dalla grata grazie all’intervento del Soccorso Alpino e dei Vigili Del Fuoco.

Fonte: TGCOM24

Quali dispositivi scegliere per i lavoratori isolati?

Entrambi i casi sono finiti con un lieto fine, ma è il pericolo è sempre dietro l’angolo e può colpire sia i lavoratori che operano in un ambiente isolato, che le categorie protette (anziani, donne incinte, disabili,…)

Dotare lavoratori isolati e anziani di dispositivi per la propria protezione personale non dovrebbe essere solo un obbligo civile, ma anche morale.

La tecnologia a supporto della tutela della salute dei lavoratori isolati

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Trento, 3 ottobre 2013. Un giovane idraulico di 27 anni viene trovato senza vita in una cella frigo di un capannone del Consorzio frutticoltori di Cles. La Procura iscrive sul registro degli indagati il direttore dello stabilimento, il datore di lavoro dell’idraulico e il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP). La Procura ipotizza il reato di omicidio colposo. Il Consorzio rischia una multa da 256.000 a 1.000.000 di euro, oltre all’interdizione dall’attività per un periodo da 6 mesi a 2 anni.

A distanza di quasi 4 anni la famiglia dell’uomo è stata risarcita con € 750.000, il Consorzio è stato condannato a pagare una sanzione di € 50.000 per la mancata predisposizione del modello organizzativo gestionale per la prevenzione dei rischi sul lavoro, mentre resta ancora aperto il processo a carico degli altri imputati.

Il lavoratore operava in una cella frigo in condizione di isolamento, senza nessun collega vicino. Nel caso della cella frigo, alla condizione di lavoro isolato si aggiungono anche i rischi dell’ambiente, normalmente con temperature prossime ai -20 °C e ridotta percentuale di ossigeno; in tale condizioni un infortunio con la perdita di conoscenza, ed un ritardo nei soccorsi, possono facilmente avere delle conseguenze fatali.

Il fatto di cronaca sopra riportato mi incoraggia a fare il punto circa il problema dei lavoratori isolati e lo stato dell’arte della tecnologia disponibile per la tutela della salute degli stessi.

Chi sono i lavoratori isolati?

Si definiscono “lavoratori isolati” le persone che sono tenute a lavorare da sole, senza una sorveglianza diretta e senza la presenza di altri soggetti vicini che possano prestare soccorso immediato in caso di infortunio o incidente. Un lavoratore o lavoratrice che svolge la propria attività in solitudine, opera senza un contatto visivo o vocale diretto con gli altri dipendenti dell’azienda e tale condizione potrebbe interessare tutte le categorie di lavoratori (anche gli impiegati in ufficio) che, ad esempio, hanno necessità di continuare a lavorare oltre l’orario normale, oppure nei casi in cui sia richiesta la loro presenza durante i giorni festivi, la sera o la notte.

Sono considerati lavoratori isolati anche coloro che non operano realmente in solitudine, ma che si trovano in un contesto che presenti difficoltà nella comunicazione, nel movimento o di impedimento fisico, oltre alle persone che lavorano in luoghi remoti, di difficile accesso, in condizioni ambientali sconosciute o avverse.

Esempi di categorie di lavoratori isolati sono: benzinai, addetti alla manutenzione, addetti alle pulizie, tecnici di laboratorio, agricoltori, autisti, tassisti, trasportatori, commesse, farmacisti, forestali, giardinieri, guardie mediche, infermieri, guardie giurate, magazzinieri, medici, infermieri, operai edili, portieri.

Normativa del lavoratore isolato

Relativamente ai lavoratori isolati sia diurni che notturni, è necessario ricordare che l’articolo 17, comma 1, lettera a) del D. Lgs. 81/08 e s.m. di cui al D. Lgs. 106/09, pone a carico del Datore di Lavoro l’obbligo di valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, compresi quindi anche quelli derivanti da particolari condizioni lavorative, come appunto quelli dei lavoratori isolati. A seguito di tale valutazione il Datore di Lavoro deve adottare le necessarie misure di prevenzione e protezione e le relative procedure per eliminare o ridurre le conseguenze dei rischi individuati.

I Fattori di rischio del lavoratore isolato

Nel caso di lavoratori isolati il fattore di rischio principale (da valutare e per il quale adottare misure e procedure di prevenzione e protezione) è relativo all’organizzazione dei soccorsi in caso di malore o infortunio del lavoratore.

In tale circostanza i fattori addizionali di rischio sono i seguenti:

  • impossibilità o limitata capacità, da parte del lavoratore stesso, di allertare i soccorsi all’esterno del luogo di lavoro;
  • difficoltà o impossibilità dei soccorritori, se e quando allertati, di accedere all’interno del luogo, dove è necessario l’intervento;
  • ulteriore difficoltà ad individuare esattamente, una volta all’interno, il punto intervento in caso di situazioni complesse.

Tali fattori addizionali di rischio comportano inevitabilmente il ritardo dell’intervento con effetti a volte fatali.

Pertanto, il Datore di Lavoro deve (in virtù degli obblighi di cui al già citato articolo 17, comma 1, lettera a) del D. Lgs. 81/08) prevedere sistemi per monitorare in tempo reale lo stato di salute del lavoratore attraverso il controllo del suo stato di coscienza.

Inoltre va ricordato che l’art. 2, comma 5, del D.M. 15/7/2003 N° 388 sancisce quanto riportato qui di seguito:

“Nelle aziende o unità produttive che hanno lavoratori che prestano la propria attività in luoghi isolati, diversi dalla sede aziendale o unità produttiva, il Datore di Lavoro è tenuto a fornire loro il pacchetto di medicazione di cui all’allegato 2, che fa parte del presente decreto, ed un mezzo di comunicazione idoneo per raccordarsi con l’azienda al fine di attivare rapidamente il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale.”

Tale sistema di comunicazione deve essere mantenuto in buone condizioni di funzionamento e manutenzione. I telefoni cellulari privati dei lavoratori non possono essere verificati dal datore di lavoro, e quindi non costituiscono un mezzo idoneo, ed inoltre la quasi totalità non posseggono la funzione uomo a terra, e quindi inadeguati in caso di malore e/o infortunio con perdita di coscienza.

Quali dispositivi scegliere per i lavoratori isolati?

Uno dei primi passi per tutelare i lavoratori isolati è quello di dotarli di un dispositivo “uomo a terra” in grado di allertare il personale di soccorso in caso di malore o di una situazione di emergenza.

L’attuale tecnologia propone dispositivi operanti su rete GSM, DECT, Wi-Fi o radio. Tali strumenti sono dotati di pulsante di emergenza nonché sensori capaci di rilevare il non movimento e la posizione orizzontale dell’operatore (funzione mandown) e di allertare in autonomia il personale di soccorso.

I dispositivi più avanzati posseggono anche le funzioni di localizzazione (tramite GPS per ambienti esterni, tramite radio beacon/RFID per ambienti interni), Amber Alert (timer programmabile in assenza di copertura GSM), rilevamento della posizione evoluto multi costellazione GNSS (ricevitore a 48 canali, GPS, Glonass, Galileo e BeiDou), Mandown++ evoluto (allarme uomo a terra, non movimento e caduta violenta), geofencing (perimetro virtuale), ALS (Automatic Location System), sistema viva-voce, certificazione per ambienti Atex.

I moderni dispositivi consentono la massima personalizzazione di tutti i parametri di configurazione, come ad esempio la possibilità di impostare l’angolo di inclinazione e i tempi di attivazione del mandown, per adattarsi alle diverse tipologie di attività dell’operatore.

Particolare attenzione va posta alla scelta dello strumento. Esistono infatti sul mercato dispositivi (per lo più di fabbricazione non europea) non supervisionati (cioè non in grado di verificare continuamente lo stato dei suoi componenti segnalando qualsiasi malfunzionamento, assenza rete, assenza GPS, anomalia sensori, ecc.), dotati di software/sensori non proprietari e quindi poco affidabili perché soggetti ad interruzioni di servizio, oppure privi delle certificazioni richieste dai Sistemi di Gestione Qualità e Sicurezza.

Infine è utile ricordare che l’adozione di dispositivi per la tutela dei lavoratori isolati permette all’azienda di ottenere una riduzione del premio INAIL (OT24).

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