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Maggio 2021

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Infortuni sul lavoro e lavoratori isolati: i dati aggiornati

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La tematica degli infortuni sul lavoro è sempre di grande attualità, interessando tutte le categorie tra cui quella dei lavoratori isolati. Ma com’è cambiata la situazione negli ultimi anni? Ci sono stati dei miglioramenti? Esistono normative e tecnologie in grado di prevenire gli infortuni?

I cambiamenti in atto

Secondo il report relativo all’andamento degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali pubblicato dall’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) nel gennaio 2021, il 2020 è stato quello che in statistica verrebbe definito “outlier”, ovvero un dato che si discosta dagli altri poiché ha dinamiche anomale rispetto agli altri dati. Il motivo di questo dato è facilmente spiegabile ed è la pandemia che dal febbraio dello scorso anno ha colpito l’intero pianeta.

Il numero dei casi complessivi non si discosta moltissimo da quello degli altri anni. Tuttavia, la composizione è completamente anomala. Un tasso di crescita degli infortuni si riscontra nel settore sanitario e il motivo è facilmente intuibile. Gli infortuni in itinere hanno subito un crollo per nove mesi su dodici e anche in questo caso la pandemia ha giocato un ruolo importante. Infatti, l’incremento esponenziale dello smart working ha certamente influito su questo specifico dato.

I dati forniti dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro consentono di estendere l’analisi anche all’orizzonte europeo. Dal report è possibile notare come l’Italia sia tra i primi posti in Europa per numero di infortuni sul lavoro, dietro solo a Germania, Francia e Spagna. Tuttavia, confrontando i dati dell’ultimo decennio si può notare un significativo miglioramento, passando dai 405.888 infortuni del 2010 ai 291.503 del 2018.

sicurezza-sul-lavoroIl caso dei lavoratori isolati

Esiste però una particolare categoria per cui è difficile reperire dei dati, quella dei lavoratori isolati. Con il termine “lavoratore isolato” si indica colui che è tenuto a lavorare in solitudine, senza una sorveglianza diretta e quindi “isolato” da altri soggetti vicini che possano prestare soccorso immediato in caso di infortunio o incidente. Tale soggetto non ha possibilità di comunicazione né vocale, né visiva con i colleghi e in generale con altre persone.

Il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro (D.Lgs. n. 81/2008 in particolare gli articoli 66 e 121) richiede al datore di lavoro di valutare tutti i rischi ai quali sono esposti i lavoratori per adottare le misure di prevenzione e di protezione necessarie. Lo stesso documento contiene anche diversi accenni relativi ai lavori considerati a rischio, per i quali è richiesta la presenza di almeno due lavoratori.

La sensazione, in questo caso non suffragata da dati, è quella che complice la pandemia il numero di lavoratori impegnati in questo tipo di attività sia aumentato. Spesso, è convinzione del lavoratore, ma anche del suo datore, che esporsi ad un minor contatto con gli altri riduca in qualche modo il rischio di contagio. Di conseguenza è diminuita la ritrosia per le attività di smart working, molto diffusa fino allo scorso anno. Tuttavia, affrontare attività in solitudine, espone il lavoratore stesso ad un rischio che è senz’altro complice dei dati che sono stati rilevati dal report sopra citato.

Quali tecnologie scegliere per la sicurezza dei lavoratori isolati?

Oggi, esistono dispositivi che hanno raggiunto un’affermata maturità tecnologica. Tali soluzioni permettono di tutelare i lavoratori isolati in qualsiasi settore siano essi impiegati, evitando il coinvolgimento di un secondo lavoratore. Tali dispositivi sono infatti certificati per resistere in ogni ambiente, anche quelli più difficili come celle frigorifere e ambienti a rischio esplosione (ATEX). In particolare, i dispositivi per lavoratori isolati del marchio finlandese TWIG rappresentano una garanzia in termini di affidabilità ed efficienza, caratteristiche fondamentali quando si parla di sicurezza sul lavoro.

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I dispositivi uomo a terra consentono l’allerta immediata dei soccorsi, un fattore in grado di fare la differenza nelle situazioni di emergenza.

I dispositivi uomo a terra TWIG per la tutela dei lavoratori isolati sono distribuiti in esclusiva per l’Italia da Irbema. Se desideri maggiori informazioni non esitare a contattarci, i nostri esperti saranno a tua disposizione per rispondere a tutte le tue domande.

 

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